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Mario Felice Schwenn

Borgo Pinti 27
50121 Firenze

mariofelice@schwenn.it

(+39) 371 3149690

TENET USQUE – latino per “reggere sempre” – è una delle 15 allegorie alchimistiche rinascimentali dell’androne della mia nuova sede, inaugurata a Giugno 2018. La ricollego ad un testo che ho trovato nei documenti del MIUR, della Prima Prova (prova di Italiano) degli Esami di Stato 2018, riguardante la traccia, di ambito socio-economico, sulla “creatività” – traccia scelta da mio figlio Fidelio: «La doppia vita di ogni ricerca, il suo doppio piacere e il suo doppio dovere, starebbe in questo: non perdere la pazienza del metodo, la lunga durata dell’idea fissa, l’ostinazione delle preoccupazioni dominanti, il rigore delle cose pertinenti; ma non perdere neppure l’impazienza o l’impertinenza delle cose fortuite, il tempo breve delle scoperte, l’imprevisto degli incontri, cioè gli accidenti di percorso. È un dovere paradossale, difficile da onorare proprio a causa dei suoi due estremi – le sue due temporalità – contraddittori. Ci sono tempi per esplorare la strada maestra, e tempi per scrutare le vie laterali. E, forse, i tempi più intensi sono quelli in cui il richiamo delle vie laterali ci porta a cambiare strada maestra, o piuttosto a farcela scoprire per ciò che era già ma ancora non comprendevamo. In quel momento, il disorientamento dell’accidentale fa apparire la sostanza stessa del percorso, il suo orientamento fondamentale». Georges Didi-Huberman (La conoscenza accidentale. Bollati Boringhieri editore, Torino 2011, p. 11/2.)

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