Il timone di TENET USQUE – latino per ‘reggere sempre’ – e la tartaruga di TUTA LABORE NULLA – ‘senza lavoro nessuna sicurezza’ – sono due delle 15 allegorie alchimistiche Rinascimentali nel soffitto del vestibolo di casa. Mi fan riflettere sulla doppia vita di ogni ricerca, il suo doppio piacere ed il suo doppio dovere. Starebbe in questo ‘reggere sempre’ il non perdere la pazienza del metodo, la lunga durata dell’idea fissa, l’ostinazione delle preoccupazioni dominanti, il rigore delle cose pertinenti, ma non perdere neppure l’impazienza o l’impertinenza delle cose fortuite, il tempo breve delle scoperte, l’imprevisto degli incontri, cioè gli accidenti di percorso. È un dovere paradossale, difficile da onorare proprio a causa dei suoi due estremi – le sue temporalità – contraddittori. Ci sono tempi per esplorare la strada maestra, e tempi per scrutare le vie laterali. E, forse, i tempi più intensi sono quelli in cui il richiamo delle vie laterali ci porta a cambiare strada maestra, o piuttosto a farcela scoprire per ciò che era già ma ancora non comprendevamo. In quel momento, il disorientamento dell’accidentale fa apparire la sostanza stessa del percorso, il suo orientamento fondamentale.

Nelle foto: il vestibolo di Borgo Pinti 27, i miei figli e Dante, uno dei gufi reali della nostra collezione.

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