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MARIO

Sono dell’estate del ’65, siciliano e tedesco, ex-Salesiano, cresciuto in Svizzera. Gli anni da teenager in Inghilterra e in Texas a lavorare. Sono padre ed amo esserlo. Nella foto sono con Dante, gufo reale.

Dove altri vedono solo minacce o debolezze, cerco opportunità. E spesso le trovo in posti irrequieti e pieni di risorse – posti in cui non si dice “non è possibile”  e neppure “non-posso- perché” –, in culture al limite, stando vicino al limite senza superarlo, dove si vede tutto ciò che non si vede al centro, lontani dalla perniciosa convinzione che tutto ciò che c’è di grande, è già stato fatto. Nessuno conosce il futuro. Mi piace crearlo.

Faccio il curatore ed il creatore di brands, perché mi da gioia partecipare nel compito principale che ognuno di noi ha: il dare alla luce sè stesso. Vivo con quelli che possono rendermi migliore e che io posso rendere migliori. C’è un vantaggio reciproco, perché gli esseri umani mentre insegnano, imparano.

Dopo l’educazione scolastica Salesiana all’Istituto Elvetico di Lugano, ho vissuto i miei anni da teenager come venditore di vino porta-a-porta in Inghilterra e in Texas. Lì ho imparato che

…in every triumph there’s a lot of try. There’s legitimately no substitute for hard work.

Dopo ho co-fondato Dievole, la tenuta vitivinicola nel Chianti Classico. L’ho condotta per venti vendemmie. (Sei anni dopo di me è stata acquistata dall’attuale proprietario). Ogni potatura mi ha insegnato a colmare la differenza tra chi siamo e chi possiamo diventare.

Dal 2006 sono curatore e creatore di brands. Finora ho curato e creato brands per più di cinquanta Imprese, portando sul mercato più di trecento nuovi brands.

Sono per dare al mio cliente quello che non aveva mai sognato di poter avere. Non sono dire-per-non-dire. Sono per il detto-fatto. Sono pensiero critico, intelligenza emotiva, ascolto attivo, creatività cognitiva. Sono per il farsi valere. Faccio valere.

Sono padre e amo esserlo. I miei tre figli sono nati in Toscana, dove vivo dal 1986.

Vedo che i legami sono stati sostituiti dalle connessioni e vedo che farsi relazioni richiede impegno. Perché  le emozioni passano ed i sentimenti vanno coltivati.

Credo nella gioia delle idee durevoli, frutto del lavoro. Siffatte idee son prodigiose e smarcano: possono creare connessioni e legami tra noi esseri umani e coi prodotti che usiamo e con la Terra.

Credo che la più potente forza su terra sia l’emozione umana, consciamente diretta.

Perché la creatività migliora il benessere delle persone ed eleva la consapevolezza, la coscienziosità, la responsabilità. Perché il mondo adora l’originale (quindi sii te stesso! – Alcuni ti ameranno per quello che sei e altri ti odieranno per la stessa ragione). Perché vedo che il mondo sta cambiando così velocemente, che… chi dice che una cosa non può esser fatta, è interrotto da chi la sta già facendo. Perché il contrario di una verità profonda, può essere un’altra verità profonda. Perché nessuno conosce il futuro. A me piace crearlo.

Il mondo è pieno di persone che vogliono raccogliere i frutti di alberi che non han mai piantato. Non si raccolgon frutti immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia. Il segreto è smettere di vedere ciò che sembra, e cominciare a vedere ciò che è.

Se un uovo viene rotto da una forza esterna, la vita finisce. Se, invece, viene rotto da una forza interna, una vita inizia. Le grandi cose iniziano sempre dal didentro. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia. E chi paragona il proprio didentro all’altrui difuori, erra – ed errante resta.

Non c’è niente da fare: …alcune uova devi proprio romperle, per fare un’omelette. E abbi  pronto pane e sale!

 

Mario Felice Schwenn
mariofelice@schwenn.it

 

IL MIO CURRICULUM VITAE
13 Luglio 1965 Nato a Milano da madre tedesca e padre siciliano.
1972 – 1981

Lugano, Svizzera: Scuole Elementari e Ginnasio, Istituto Elvetico, Opera San Giovanni Bosco.

Giugno 1981: Licenza di Stato.

1981 – 1984 Menaggio, Como, Italia: tre anni di Ragioneria, Istituto Tecnico Commerciale Ezio Vannoni. Eletto per due anni scolastici Rappresentante del Consiglio d’Istituto, Fondatore e caporedattore di “Ragionando” – il Giornale d’Istituto.

Giugno 1984 Diploma di Ragioniere e Perito Commerciale.

1984 – 1986

Da Luglio del 1984 Luglio del 1986:

U.K., Londra e periferia | Pieroth Ltd, U.S.A., Houston, Texas: Pieroth Wines by Emissary. Venditore di vino porta-a-porta con la più grande Azienda di vendita diretta a domicilio – in 22 Paesi. Premiato nel World Wide Contest 1986 come uno dei migliori 20 venditori.

1986 – 1988 In Toscana: Intermediazioni immobiliari e direzione lavori di restauri di immobili.
1986 – 2006

“Mario di Dievole”

Dievole S.p.a.: 96 ettari di vigna nella zona del Chianti Classico e Ospitalità (80 posti letto). Co-fondatore e Presidente della Dievole S.p.A. e Amministratore della Mario di Dievole s.r.l., direzione generale e commerciale per 20 anni. Highlights: acquisizione di investitori, gestione degli investimenti immobiliari e vitivinicoli, concezione e realizzazione del brand Dievole e di tutti gli altri marchi aziendali, oltre che di eventi culturali, la creazione della rete vendita in Italia di 60 agenti, la commercializzazione autonoma in USA già dal 1992 (con Dievole USA), joint ventures con produttori internazionali, l’avvicinamento di potenziali acquirenti della S.p.a. Dievole.

Dal 2006

Curatore e Creatore di Brands

Finora ho curato e creato brands per più di cinquanta Imprese, portando sul mercato più di trecento nuovi brands.

Altro su di me Sono padre e amo esserlo.

Felizia, 24, Fidelio 21, Nirvan, 18 – nati in Toscana, dove vivo dal 1986.

p.s.:

Sono trilingue – Italiano, Tedesco, Inglese – ed ho sufficiente padronanza del Francese.

Parlo diretto, chiaro e sincero.

Firenze, Estate 2020

Con DANTE, il gufo reale. Il divertimento inglese, che ha letto in questa foto, è il mio credo. Ed è in ludica assonanza col mio cognome. In toscano si leggerebbe: POSCIA, PIÙ CHE ‘L GRULLO DESÌO POTÈ ‘L LAVORO.

Visione e avvedutezza, lungimiranza, volo-ntà, apertura, fierezza, energia liberatoria, liberazione dalla pesantezza, fluidità e sottigliezza, trascendenza e distacco dall’involucro terreno. Appartenendo al mondo celeste, il gufo reale, così come gli altri uccelli, rappresenta elevazione e gli stadi superiori della coscienza, il superamento delle contingenze terrene, spaziali, temporali. È l’espressione privilegiata dell’anima e dell’intelligenza. Le stesse divinità si adornano di piume come segno della natura superiore dei loro poteri e dell’elevazione della loro anima. Il gufo reale è mediatore privilegiato tra la terra e il cielo, tra il basso e l’alto, tra gli uomini e gli dei. Alleato degli dei, li aiuta nelle loro missioni di creazione e civilizzazione. In alcune leggende cosmogoniche (Egitto, India) gli uccelli sono indicati come i genitori primordiali, coloro che hanno deposto l’uovo del mondo. Nell’interpretazione simbolica i significati attribuiti al gufo presentano varie sfumature, sono perfino palesemente contraddittori. È associato agli indovini e ai maghi e rappresenta la ricerca di una soluzione, la luce fatta su un problema, la comprensione, la chiaroveggenza, la personificazione della luce che trionfa sulle tenebre, la rivelazione. Penetrando il buio della notte col suo sguardo acuto, il predatore notturno più grande d’Europa, rappresenta l’uscita dall’oscurantismo. Per questa ragione è l’attributo della dea della Conoscenza e della saggezza, Atena, la cui omologa divinità romana è Minerva. Atena è d’altronde descritta da Omero come “la dea dai lucenti occhi di civetta”.

Dante, il gufo reale, è il vocabolario di forma per il mio ABC:

A-llontano falsi problemi e trasformo quelli veri in compiti da svolgere,
B-ado all’idea in ogni suo punto di contatto, facendola lampeggiare e tuonare,
C-ompeto con ‘overdelivery’ che delibera apprezzamento oltre le aspettative.

 

Bastiti, e batti a terra le calcagne:
li occhi rivolgi al logoro che gira
lo rege etterno con le rote magne.
Quale il falcon, che prima a’ piè si mira,
indi si volge al grido e si protende
per lo disio del pasto che là il tira;

Dante, Divina Commedia
Purgatorio, Canto Decimonono, vv. 61 e segg.

 

Sapete come attento io m’apparecchio
ad ascoltar; sapete qual è quello
dubbio che m’è digiun cotanto vecchio.
Quasi falcone ch’esce del cappello,
move la testa e con l’ali si plaude,
voglia mostrando e faccendosi bello

Dante, Divina Commedia
Paradiso, Canto Decimonono, vv 31 e segg.

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