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IL BRANDING, EREDE DELL’ALCHIMIA ULTIMO DI UNA SCIENZA EROTICA

La mano salda sul timone di TENET USQUE – latino per ‘reggere sempre’ – e la tartaruga di TUTA LABORE NULLA – ‘senza lavoro nessuna sicurezza’ – sono due delle 15 allegorie alchimistiche Rinascimentali nel soffitto del vestibolo di casa. Mi fan riflettere sulla doppia vita di ogni ricerca, il suo doppio piacere ed il suo doppio dovere. Starebbe in questo ‘reggere sempre’ il non perdere la pazienza del metodo, la lunga durata dell’idea fissa, l’ostinazione delle preoccupazioni dominanti, il rigore delle cose pertinenti, ma non perdere neppure l’impazienza o l’impertinenza delle cose fortuite, il tempo breve delle scoperte, l’imprevisto degli incontri, cioè gli accidenti di percorso. È un dovere paradossale, difficile da onorare proprio a causa dei suoi due estremi – le sue temporalità – contraddittori. Ci sono tempi per esplorare la strada maestra, e tempi per scrutare le vie laterali. E, forse, i tempi più intensi sono quelli in cui il richiamo delle vie laterali ci porta a cambiare strada maestra, o piuttosto a farcela scoprire per ciò che era già ma ancora non comprendevamo. In quel momento, il disorientamento dell’accidentale fa apparire la sostanza stessa del percorso, il suo orientamento fondamentale.
Nel Cinquecento la chimica si confondeva con l’alchimia, stava in bilico fra la scienza e la magia e, più che alla ragione, faceva appello all’immaginazione, facoltà che il Rinascimento ha eccezionalmente sviluppata. Ancora oggi attraverso l’alchimia delle parole, l’esperienza di un uomo può diventare l’esperienza di tutti, e quell’esperienza, distillata nuovamente in parole, potrà servire a ciascun lettore per qualche fine unico e segreto.

L’alchimia riguarda sotterranei aspetti della realtà, volta a purificare e trasformare tutto l’essere e la materia. Gli alchimisti quando vedono l’unione di pioggia e terra, la vedono in senso erotico, come una copulazione. Trovano nell’attività erotica dell’uomo una corrispondenza con la creazione del mondo, con la crescita delle piante e con la formazione dei minerali. Ma per Johannes Trithemius – esoterista, storico e scrittore tedesco del Cinquecento – l’alchimia era una “casta meretrice, che ha molti amanti, ma tutti delude e a nessuno concede il suo amplesso. Trasforma gli stolti in mentecatti, i ricchi in miserabili, i filosofi in allocchi, e gli ingannati in loquacissimi ingannatori“.

Le foto in questa pagina Le mostrano il vestibolo di Borgo Pinti 27, con le sue allegorie alchimistiche Rinascimentali – e coi figli di Mario: Nirvan, Fidelio, Felizia. Ed il gufo reale Dante.

17.11.2019

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