IN SOLDONI

Just my two Cents
“I mean, you know, we don’t live in a perfect world.” – Michael Bloomberg, candidato alla Casa Bianca, Primarie 2020.
In una sua intervista su BLOOMBERG sul suo “fiorente impero enoico”, il magnate del petrolio Alejandro Bulgheroni dice che “l’azienda vinicola Dievole era molto mal ridotta,…”. Ed io dico, citando Michael Boomberg: “Penso, sai, che non viviamo in un mondo perfetto.”
In soldoni… così si legge su BLOOMBERG (25.1.2016): “The oil magnate Alejandro Bulgheroni sits down for an interview about his burgeoning wine empire”. E poi: “Chianti Classico estate Dievole,” Bulgheroni explains, “was very run-down,…”
My two cents:
I fratelli Bulgheroni hanno acquistato Dievole nel 2013. Fino a 7 anni prima io sono stato “Mario di Dievole”: dal 1986 al 2006. L’intervista in questione è del gennaio 2016, dieci anni dopo il mio congedo da Dievole. Non voglio credere che, per quanti successori io abbia avuto (e son stati tanti dal 2006 al 2013), Dievole possa essere stata trovata, 7 anni dopo di me, “very run down” (molto mal ridotta). Perché, oggettivamente, nel 2006, alla fine dei miei vent’anni, i vigneti di 96 ettari erano rinnovati per il 90%; metodo e mezzi in vigna come in cantina erano ragguardevoli; il marchio “Dievole” rimarchevole; i profitti tesorizzati, il capitale degli investitori valorizzato, l’esposizione sana. Certo: … un’azienda è un compito permanente, permanentemente incompiuto. To be perfectly frank: perché Signor Bulgheroni cerca, ancora oggi, di screditare coloro che lo hanno preceduto a Dievole?

24.11.2019